Benvenuto “2012″

domenica, gennaio 1st, 2012 | Creativo, ludico, culturale | Nessun commento

Cominciate facendo ciò che è necessario,

poi fate ciò che è possibile

e all’improvviso vi ritroverete a fare l’impossibile.

San Francesco d’Assisi

Giorgio La Malfa On. (omaggio a …)

venerdì, ottobre 1st, 2010 | Omaggio a ..., Scarica AUDIO-VIDEO | Nessun commento

On Giorgio La Malfa

On Giorgio La Malfa ospite della sezione del Partito Repubblicano a Noci - 23 marzo 2005

Pubblico il video dell’intervento dell’On. Giorgio La Malfa :   Il punto sul debito pubblico dell’ottobre 2010.

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Pierpaolo Faggiano (omaggio a …)

martedì, agosto 30th, 2011 | Omaggio a ..., Scarica AUDIO-VIDEO | Nessun commento

Pierpaolo Faggiano

Ospedale Perrino di Brindisi, androne del reparto di radioterapia. Incontro casuale con il dottore che mi seguirà nella cura contro il cancro. Io e la mia amica Mara salutiamo e lui a sua volta, col viso tirato, lo sguardo spento, ha proseguito chiedendoci se fossimo al corrente che Pierpaolo, recensore negli anni scorsi per la Gazzetta di Brindisi di alcuni articoli dedicati alla mia prima opera edita, è morto suicida. Fù al primo colloquio, facendo conoscenza, che avevamo scoperto di condividere una passione per l’arte in genere e quindi nei giorni successivi c’era stata occasione di pensare a conoscenze in comune.  Basita, ho incrociato lo sguardo di Mara; senza pronunciare parola, abbiamo rivissuto col pensiero il ricordo che conserviamo di lui. Io lo avevo conosciuto personalmente, in occasione della mostra fotografica dedicata al mio libro “Amore d’inverno” esposta al Capolinea  Cafè di Ceglie Messapica. Con profondo cordoglio per la famiglia, per rispetto di un uomo di provata sensibilità, alla continua ricerca della verità, ho voluto dedicargli questo omaggio.

Dal mio ultimo libro di poesie   ”Spine Rossine”, ancora inedito, ho scelto un racconto, il brano che state per ascoltare è stato composto da Vincenzo Deluci.

Lungo la corda

Buon ascolto.


Ecco quanto pubblicato sulla Gazzetta del 23/06/2011 in merito alle circostanze della sua morte:

“Il giornalista pubblicista, Pierpaolo Faggiano, 41 anni, si è suicidato ieri sera impiccandosi a un albero nel giardino della sua abitazione, in cui viveva con la madre e un fratello. E’ stato quest’ultimo a scoprire il suicidio quando assieme alla madre è rientrato dopo che avevano partecipato a un matrimonio.

Faggiano, collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno, da Ceglie Messapica (Brindisi), a quanto si è appreso avrebbe lasciato una lettera in cui spiegherebbe le motivazioni del gesto legate a una delusione sentimentale e alle precarie condizioni lavorative.”

Sono assolutamente sincera nell’affermare che l’epilogo della vita di Pierpaolo mi tocca ancor più profondamente nell’animo a causa della mia attuale esistenza. Dopo vent’anni di crescita professionale, un figlio appena maggiorenne cresciuto con un padre assente, una piccola casa da finire di pagare, a  42 anni mi sono ritrovata, dopo tanta professionalità acquisita in più ambiti, per l’ennesima volta estromessa dal mondo del lavoro,  senza colpa, senza tutela giuridica, senza paracadute. Il precariato che vivo da due anni ha intaccato la qualità della mia vita in termini di progettualità personale e sociale. A questa condizione si è aggiunta la mia malattia, un cancro con la quale ancora combatto. Consapevole che sono stata molto fortunata, per ora si risolverà; tanti anni di costante prevenzione mi hanno premiata. Amori fragili, egoistici e sterili non sopravvivono a questi ostacoli.

Nel momento più delicato e sensibile della mia vita ho avuto la fortuna di contare sul sostegno atteso di mio figlio, genitori e parenti . Ancor più posso contare su tanti amici di ogni età, che forse avevo involontariamente allontanato sentendomi inadeguata, che per stima ed affetto mi hanno comunque ostinatamente cercata. Persone che a loro volta vivono ansie, fragilità, sogni e che, non mi lasciano indietro,  vogliono coinvolgermi nella loro normalità, sostenendomi in tutte le mie necessità materiali e spirituali senza chiedere, senza aspettarsi nulla in cambio se non per la gioia di vedere un sorriso stampato su mio viso, da  tempo, perennemente avvolto nella tristezza.

Alla ricerca di un nuovo punto di equilibrio, sento fortemente la necessità di normalità.  Normalità che trovo nella solidarietà che ho donato quando ho potuto e che oggi ricevo a piene mani da  persone che ringrazio ogni giorno della mia vita. Cito fra tanti Monica che, risiedendo a Venezia, a 1000 km da me, si è fatta assegnare dei giorni di ferie, ha messo in secondo piano le esigenze di marito e figlia, perchè ci teneva particolarmente ad accompagnarmi ed assistermi nei giorni in cui dovevo sottopormi ad una delle otto chemioterapie, presso la Casa Sollievo della Sofferenza in San Giovanni Rotondo (FG).  O Mara che risiedendo a Brescia, appena rientrata dal viaggio di nozze, mia ha accompagnato a sottopormi alla terapia di quest’oggi. E non dimentico di ringraziare tutto il personale medico e paramedico, oltre che le persone a me sconosciute che, riconoscendo a vista il mio stato, hanno speso una parola di conforto. Normalità che riconosco nella spontaneità con cui sono stata oggetto delle preghiere di fedeli in pellegrinaggio in chiese vicine e lontane, taluni donandomi effigi della Nostra Signora di Lourdes venerata a Fatima, della Madonna Nera venerata a Loreto, della Madonna di Medugorje.

Poi ci sono altre persone, quelle per cui sei diventata una scomoda zavorra, quelle che si perdono nella loro pochezza. Ma per questi è già troppa la citazione fin qui scritta. L’amore non chiede, ne pretende. Tanto meno rinfaccia una mano tesa.

Consapevole che oggi sono fatta di brina anzichè di carne, in attesa di un’altra primavera, un’altra rinascita, auguro ad ogni essere umano di alimentare in se le forze per aspettare un’alba nuova; auguro ad ogni essere umano di scoprire la gioia immensa di condividere altruisticamente col suo prossimo un’alba nuova senza giudicarlo.  Sonia Cappellano.


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“Sacralità” opera inedita

giovedì, marzo 31st, 2011 | Scarica AUDIO-VIDEO, Spine Rossine | Nessun commento

“E’ la relazione uomo-donna che da sale alla vita,

ma presuppone la capacità di amare

ed una crescita interiore in evoluzione,

per condividere progettualità future

nel rispetto delle proprie individualità.”

Dedicato a Fabio.  Sonia.


Dal mio ultimo libro di poesie   ”Spine Rossine”, ancora inedito, ho scelto un racconto, il brano che state per ascoltare è stato composto da Vincenzo Deluci.


Sacralità

Buon ascolto

La Chiesa non scioglie i matrimoni per incompatibilità caratteriali, ma può soltanto dichiarare nullo, un matrimonio che al tempo della celebrazione non aveva tutti i requisiti per la sua validità. Per diritto naturale, il consenso deve essere libero, interno e conforme ai segni esterni, e non condizionato psicologicamente da subdoli eventi presenti, ne dalla realizzazione di eventi futuri.

Laicamente, unilateralmente, ogni giorno tanti matrimoni cessano di fatto, perché “… si pensava fosse  amore invece era un calesse…” e chi da disonesto calcola la sua fuga, ha sempre il vantaggio della prima mossa. Così i cardini su cui si sorregge una società civile cedono: il rispetto della diversità di genere, l’impegno di assistenza morale,  materiale e di collaborazione reciproca, il dovere di assolvere sinceramente, sempre e comunque ad un’amorevole genitorialità. Nell’immediato fallimento del matrimonio, senza distinzione di genere, taluni si crogiolano nella dissennatezza, nel consumismo, nell’ipocrisia,  in una illusoria giovinezza che dovrebbe scusarli della loro immaturità cronica.

La convivenza, ritenuta da taluni politicamente corretta, è soggetta allo stesso destino in assenza di sentimenti ed onestà intellettuale.

“… io non ho mentito, ho solo detto cose che non si sono rivelate vere.” Richard Nixon

La mia Fede non potrà essere sinceramente condivisa in questo tempo, fino a quando narcisismo ed anoressia sentimentale soffocheranno qualsiasi coinvolgimento emozionale, ignorando ogni forma di rispetto per il prossimo.

Quando si ama davvero la diversità è ricchezza, è dialogo, è introspezione, è superamento dei propri limiti, sempre e comunque nel rispetto del vissuto di ognuno, senza creare false aspettative per il futuro, perchè il futuro è nelle nostre mani. L’amore non chiede, ne pretende. Tanto meno rinfaccia una mano tesa.

Un’infatuazione scambiata per amore fa voltare pagina semplicemente umettandosi l’indice.

Quando si smette di essere amati, scomposti, si plana verso un punto fermo avendo incontrato il vuoto.

Col senno di poi, il battito del mio cuore è pari al tonfo di un sasso nello stagno.

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