Il posto dell’Anima
domenica, febbraio 26th, 2012 | Creativo, ludico, culturale | Nessun commento
“Il concetto di anima tra neuroscienze e teologia” – Roma 2011 - Lateran University Press – Don Nicola D’Onghia
Il concetto di “anima” nella filosofia occidentale compare la prima volta con Socrate e col suo discepolo Platone; concetto che sarà utilizzato quale sinonimo del termine psyché per designare il mondo interiore dell’uomo, sebbene “psiche” abbia connotazioni relativamente più fisiche, mentre l’anima è collegata più strettamente alla metafisica e alla religione.
Base dottrinaria del libro è l’unità inscindibile di anima e corpo, spirito e materia, secondo cui la malattia è spia della rottura dell’equilibrio armonico della persona fatta di corpo e spirito.
Ai lettori lascio spazio a considerazioni ed esposizioni sull’argomento.
Buona lettura.
Benvenuto “2012″
domenica, gennaio 1st, 2012 | Creativo, ludico, culturale | Nessun commento
Cominciate facendo ciò che è necessario,
poi fate ciò che è possibile
e all’improvviso vi ritroverete a fare l’impossibile.
San Francesco d’Assisi
Pierpaolo Faggiano (omaggio a …)
martedì, agosto 30th, 2011 | Omaggio a ..., Scarica AUDIO-VIDEO | 1 commento
Ospedale Perrino di Brindisi, androne del reparto di radioterapia. Incontro casuale con il dottore che mi seguirà nella cura contro il cancro. Io e la mia amica Mara salutiamo e lui a sua volta, col viso tirato, lo sguardo spento, ha proseguito chiedendoci se fossimo al corrente che Pierpaolo, recensore negli anni scorsi per la Gazzetta di Brindisi di alcuni articoli dedicati alla mia prima opera edita, è morto suicida. Fù al primo colloquio, facendo conoscenza, che avevamo scoperto di condividere una passione per l’arte in genere e quindi nei giorni successivi c’era stata occasione di pensare a conoscenze in comune. Basita, ho incrociato lo sguardo di Mara; senza pronunciare parola, abbiamo rivissuto col pensiero il ricordo che conserviamo di lui. Io lo avevo conosciuto personalmente, in occasione della mostra fotografica dedicata al mio libro “Amore d’inverno” esposta al Capolinea Cafè di Ceglie Messapica. Con profondo cordoglio per la famiglia, per rispetto di un uomo di provata sensibilità, alla continua ricerca della verità, ho voluto dedicargli questo omaggio.
Dal mio ultimo libro di poesie ”Spine Rossine”, ancora inedito, ho scelto un racconto, il brano che state per ascoltare è stato composto da Vincenzo Deluci.
Buon ascolto.
Ecco quanto pubblicato sulla Gazzetta del 23/06/2011 in merito alle circostanze della sua morte:
“Il giornalista pubblicista, Pierpaolo Faggiano, 41 anni, si è suicidato ieri sera impiccandosi a un albero nel giardino della sua abitazione, in cui viveva con la madre e un fratello. E’ stato quest’ultimo a scoprire il suicidio quando assieme alla madre è rientrato dopo che avevano partecipato a un matrimonio.
Faggiano, collaboratore della Gazzetta del Mezzogiorno, da Ceglie Messapica (Brindisi), a quanto si è appreso avrebbe lasciato una lettera in cui spiegherebbe le motivazioni del gesto legate a una delusione sentimentale e alle precarie condizioni lavorative.”
Sono assolutamente sincera nell’affermare che l’epilogo della vita di Pierpaolo mi tocca ancor più profondamente nell’animo a causa della mia attuale esistenza. Dopo vent’anni di crescita professionale, un figlio appena maggiorenne cresciuto con un padre assente, una piccola casa da finire di pagare, a 42 anni mi sono ritrovata, dopo tanta professionalità acquisita in più ambiti, per l’ennesima volta estromessa dal mondo del lavoro, senza colpa, senza tutela giuridica, senza paracadute. Il precariato che vivo da due anni ha intaccato la qualità della mia vita in termini di progettualità personale e sociale. A questa condizione si è aggiunta la mia malattia, un cancro con la quale ancora combatto. Consapevole che sono stata molto fortunata, per ora si risolverà; tanti anni di costante prevenzione mi hanno premiata. Amori fragili, egoistici e sterili non sopravvivono a questi ostacoli.
Nel momento più delicato e sensibile della mia vita ho avuto la fortuna di contare sul sostegno atteso di mio figlio, genitori e parenti . Ancor più posso contare su tanti amici di ogni età, che forse avevo involontariamente allontanato sentendomi inadeguata, che per stima ed affetto mi hanno comunque ostinatamente cercata. Persone che a loro volta vivono ansie, fragilità, sogni e che, non mi lasciano indietro, vogliono coinvolgermi nella loro normalità, sostenendomi in tutte le mie necessità materiali e spirituali senza chiedere, senza aspettarsi nulla in cambio se non per la gioia di vedere un sorriso stampato su mio viso, da tempo, perennemente avvolto nella tristezza.
Alla ricerca di un nuovo punto di equilibrio, sento fortemente la necessità di normalità. Normalità che trovo nella solidarietà che ho donato quando ho potuto e che oggi ricevo a piene mani da persone che ringrazio ogni giorno della mia vita. Cito fra tanti Monica che, risiedendo a Venezia, a 1000 km da me, si è fatta assegnare dei giorni di ferie, ha messo in secondo piano le esigenze di marito e figlia, perchè ci teneva particolarmente ad accompagnarmi ed assistermi nei giorni in cui dovevo sottopormi ad una delle otto chemioterapie, presso la Casa Sollievo della Sofferenza in San Giovanni Rotondo (FG). O Mara che risiedendo a Brescia, appena rientrata dal viaggio di nozze, mia ha accompagnato a sottopormi alla terapia di quest’oggi. E non dimentico di ringraziare tutto il personale medico e paramedico, oltre che le persone a me sconosciute che, riconoscendo a vista il mio stato, hanno speso una parola di conforto. Normalità che riconosco nella spontaneità con cui sono stata oggetto delle preghiere di fedeli in pellegrinaggio in chiese vicine e lontane, taluni donandomi effigi della Nostra Signora di Lourdes venerata a Fatima, della Madonna Nera venerata a Loreto, della Madonna di Medugorje.
Poi ci sono altre persone, quelle per cui sei diventata una scomoda zavorra, quelle che si perdono nella loro pochezza. Ma per questi è già troppa la citazione fin qui scritta. L’amore non chiede, ne pretende. Tanto meno rinfaccia una mano tesa.
Consapevole che oggi sono fatta di brina anzichè di carne, in attesa di un’altra primavera, un’altra rinascita, auguro ad ogni essere umano di alimentare in se le forze per aspettare un’alba nuova; auguro ad ogni essere umano di scoprire la gioia immensa di condividere altruisticamente col suo prossimo un’alba nuova senza giudicarlo. Sonia Cappellano.
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